Edamame e fitoestrogeni

Gli edamame sono fagioli di soia non completamente maturi. Il nome giapponese edamame significa letteralmente "fagiolo dello stelo", perché i fagioli vengono di solito lessati mentre sono ancora attaccati allo stelo.

Gli edamame appartengono alla famiglia dei legumi e sono quindi una fonte di proteine vegetali: ne contengono circa 12 g su 100 g e sono ricchi di lisina, un amminoacido essenziale che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare. L'associazione degli edamame con dei cereali, per esempio con riso basmati, garantisce l'assunzione di tutti gli amminoacidi essenziali utili alla formazione di proteine nel nostro corpo.

Sono ricchi di minerali quali potassio, fosforo, calcio, magnesio e ferro e sono fonte di vitamine A, C, B1, B2, B3, B5, B6.

Apportano inoltre una buona quantità di fibra, che favorisce la regolarità intestinale.

Gli edamame di soia sono ricchi di fitoestrogeni, composti di origine vegetale con una struttura chimica e alcune funzioni simili a quelle degli estrogeni prodotti dall'organismo umano.

I fitoestrogeni 🌱 

Si definiscono fitoestrogeni alcuni composti di origine vegetale che hanno una struttura chimica e una funzione simili a quelle degli estrogeni prodotti dall'organismo umano. Tre sono i principali gruppi di fitoestrogeni: isoflavoni, cumestani e lignani, ciascuno con caratteristiche specifiche. Le fonti principali di questi composti sono legumi, frutta e verdura. Tra gli alimenti più ricchi di fitoestrogeni, e più diffusi nell'alimentazione umana sin dai tempi remoti, la soia occupa senza dubbio il primo posto: contiene infatti fino a 100 diversi tipi di fitoestrogeni (soprattutto gli isoflavoni genisteina, daidzeina e gliciteina), oltre a una serie di altri composti che ne fanno un alimento chiave per l'alimentazione salutare. I lignani fanno parte delle fibre alimentari abbondanti nei legumi, nelle noci, nei cereali integrali e in frutta e verdura, mentre i cumestani si trovano nei germogli e nel trifoglio.

Fitoestrogeni e menopausa 🌱 

Con la menopausa si verifica la fisiologica diminuzione degli estrogeni (ormoni femminili). Tale diminuzione può provocare alcuni disturbi e sintomi, come vampate di calore, sudorazioni profuse, palpitazioni e tachicardia, sbalzi della pressione arteriosa, disturbi del sonno, vertigini, secchezza vaginale e prurito genitale, ma anche irritabilità, umore instabile, affaticamento, ansia, demotivazione, disturbi della concentrazione e della memoria, diminuzione del desiderio sessuale.

Le conseguenze più importanti del calo degli estrogeni sono l'aumento del rischio cardiovascolare e le patologie osteoarticolari, in particolare l'aumento dell'incidenza dell'osteoporosi.

Non dobbiamo inoltre sottovalutare l'aumento del peso corporeo, che si verifica in misura variabile in tutte le donne in menopausa e rappresenta un problema in più del 50% delle donne oltre i 50 anni. La carenza estrogenica condiziona, insieme all'età, un rallentamento del metabolismo in generale e aumenta l'appetito con una distribuzione del grasso corporeo "a mela", cioè a livello della cintura, una sede tipica del sesso maschile (per questo si parla di obesità androide), che comporta maggior rischio cardiovascolare (per approfondire leggi Obesità androide e ginoide: quali differenze?).

La soia e i suoi derivati contengono analoghi vegetali degli estrogeni umani, chiamati fitoestrogeni, che sono in grado di mimare gli effetti degli estrogeni, esercitando così un effetto protettivo.

Molti studi hanno infatti dimostrato che queste sostanze offrono vantaggi al sistema cardiovascolare, aiutano le donne in menopausa a ridurre i sintomi più fastidiosi come le vampate di calore e le sudorazioni notturne e riducono il rischio di osteoporosi. Un'alimentazione ricca di frutta, verdura e legumi, tra cui la soia, è quindi raccomandata alle donne in questa fase della loro vita.

Fitoestrogeni e tumore 🌱 

Il legame tra fitoestrogeni e cancro è ancora molto dibattuto e gli studi non hanno dato risultati conclusivi. L'attenzione degli esperti si è rivolta soprattutto ai tumori più sensibili agli estrogeni come per esempio quello del seno, dell'endometrio e della prostata. Dagli studi sembra emergere che una dieta ricca di fitoestrogeni (e quindi di legumi, frutta e verdura) abbia un effetto generalmente protettivo in particolare contro il tumore del seno e offra qualche protezione anche a chi ha già avuto una diagnosi di tumore. Diverso è il discorso legato ai supplementi a base di fitoestrogeni: non serve assumerli a scopo preventivo e non ci sono ancora dati sufficienti per escludere effetti negativi sulla salute.


Per approfondire: